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L.I.S.

Lega Italiana Sbandieratori

La Parata Nazionale della Bandiera Under 18 è il principale appuntamento della Lega Italiana Sbandieratori dedicato alle nuove generazioni. È il luogo nel quale bambini e ragazzi possono confrontarsi nelle specialità della bandiera e della musica, rappresentare la propria compagnia e vivere per la prima volta l’emozione di un Campionato italiano.

La sua storia ufficiale comincia nel 2012, ma le sue radici sembrano affondare molto più indietro. Prima che nascesse una competizione nazionale giovanile strutturata, la LIS aveva infatti già riconosciuto l’importanza di offrire agli allievi occasioni di incontro, formazione e condivisione.

Nella memoria associativa degli anni Novanta occupano un posto particolare i Raduni Allievi Sbandieratori, esperienze delle quali oggi rimane una documentazione digitale molto limitata, ma che rappresentano un precedente importante nel percorso che avrebbe condotto alla moderna Parata Under 18.

Le nuove generazioni nella storia della LIS

Fin dalla propria nascita, la Lega Italiana Sbandieratori ha avuto tra i suoi obiettivi la tutela e la trasmissione dell’arte della bandiera.

Trasmettere questa tradizione significava inevitabilmente guardare ai più giovani.

Ogni compagnia aveva bisogno di formare nuovi sbandieratori, tamburini e suonatori di strumenti a fiato. Non soltanto per assicurare il necessario ricambio generazionale, ma per consegnare ai ragazzi un patrimonio composto da tecnica, musica, storia, disciplina e appartenenza.

I Raduni Allievi Sbandieratori degli anni Novanta

Prima della nascita del Campionato italiano Under 18, la LIS organizzò negli anni Novanta alcuni appuntamenti ricordati come Raduni Allievi Sbandieratori.

Queste le sedi:

  • 1994 – Città della Pieve (PG)
  • 1995 – Ventimiglia (IM)
  • 1997 – Lacchiarella (MI)
  • 1998 – Quattro Castella (RE)
  • 1999 – Urgnano (BG)

Il nome scelto per questi appuntamenti è però significativo. Si parlava di raduno, non ancora di Parata nazionale o di Campionato italiano.

Questo lascia intravedere una formula probabilmente più orientata all’incontro tra i giovani dei diversi gruppi, alla partecipazione e alla conoscenza reciproca che non alla costruzione di una competizione articolata come quella attuale. Quei raduni rispondevano comunque a un’esigenza fondamentale: permettere agli allievi di uscire dalla dimensione della propria compagnia e scoprire che l’arte della bandiera era condivisa da ragazzi provenienti da molte città italiane.

Per un giovane sbandieratore, incontrare coetanei con costumi, tecniche e tradizioni differenti significava comprendere di appartenere a un movimento nazionale. Per gli istruttori rappresentava invece un’occasione per osservare altri metodi di insegnamento, confrontare esperienze e riflettere sulla formazione delle nuove leve.

I Raduni Allievi possono quindi essere considerati una delle esperienze precorritrici della moderna Parata Under 18. Rappresentano il momento nel quale il settore giovanile cominciò a essere percepito non semplicemente come vivaio dei gruppi adulti, ma come realtà dotata di una propria identità.

Il 2012 e la nascita del Campionato italiano Under 18

La prima edizione della Parata Nazionale della Bandiera Under 18 si svolse nel 2012 a San Polo d’Enza, in provincia di Reggio Emilia.

Per la prima volta i giovani sbandieratori e musici della LIS ebbero un Campionato nazionale specificamente dedicato alle loro fasce di età, con specialità, classifiche e titoli italiani.

L’albo d’oro ufficiale indica la Contrada Monticelli come prima Miglior Compagnia d’Italia Under 18. I titoli di specialità furono assegnati, tra gli altri, a Montefalco, Terra del Sole, Gallicano, Corinaldo e alla stessa Monticelli. La presenza di compagnie provenienti da territori differenti mostrò fin dall’inizio la dimensione nazionale del progetto. (Lega Italiana Sbandieratori)

La trasformazione rispetto ai precedenti raduni era sostanziale.

L’incontro giovanile diventava una vera manifestazione agonistica, inserita nel sistema tecnico della Lega. I ragazzi non partecipavano più soltanto a un momento di festa e condivisione: potevano preparare esercizi specifici, essere valutati secondo regole comuni e conquistare un titolo nazionale per la propria compagnia.

Tre fasce per rispettare la crescita dei ragazzi

Uno degli elementi caratteristici della Parata è la suddivisione degli atleti in tre categorie:

Under 12, Under 15 e Under 18.

Questa articolazione permette di confrontare ragazzi che si trovano in momenti differenti del proprio sviluppo tecnico e fisico. Un bambino alle prime esperienze non può essere valutato secondo le stesse aspettative riservate a un atleta vicino al passaggio nelle competizioni maggiori.

La suddivisione per età consente quindi di costruire un percorso graduale. Le difficoltà aumentano insieme alla maturazione degli atleti, permettendo loro di affrontare progressivamente esercizi più lunghi, complessi e impegnativi.

Le specialità riprendono quelle fondamentali della Parata Nazionale maggiore:

  • Singolo;
  • Coppia;
  • Piccola Squadra;
  • Grande Squadra;
  • Assolo Musici.

Un Campionato diventato sempre più grande

Dopo San Polo d’Enza, la Parata Under 18 ha viaggiato attraverso numerose città italiane.

Montefalco ospitò l’edizione del 2013, seguita da Corinaldo, Soriano nel Cimino, Chianciano Terme, Lucera, Pesaro, Bisignano, Foligno, nuovamente Montefalco e Quattro Castella. Ogni sede ha portato nella manifestazione la propria organizzazione, le proprie piazze e la tradizione della compagnia ospitante.

Nel tempo è cresciuto anche il numero delle realtà capaci di conquistare titoli: Monticelli, Terra del Sole, Montefalco, Soriano nel Cimino, Lucera e Foligno hanno ottenuto il riconoscimento di Miglior Compagnia nelle diverse edizioni, mentre molte altre compagnie hanno vinto nelle singole specialità e fasce.

Una palestra di responsabilità

La Parata Under 18 non è soltanto una versione ridotta del Campionato maggiore.

Per molti ragazzi è la prima esperienza nella quale il lavoro svolto durante gli allenamenti viene presentato davanti a giudici, pubblico e avversari provenienti da tutta Italia. Questo comporta emozione, ma anche responsabilità.

Ogni atleta impara che il proprio comportamento incide sul risultato della squadra. Impara a rispettare orari, regole e compagni. Comprende che un esercizio non nasce soltanto dal talento individuale, ma dalla costanza con la quale viene ripetuto e corretto.

Anche la sconfitta assume un valore formativo. Un errore, una bandiera caduta o una posizione in classifica inferiore alle aspettative diventano parte del percorso, purché siano accompagnati da istruttori capaci di trasformare il risultato in esperienza.

La Parata permette così di educare attraverso la bandiera, senza rinunciare alla competizione ma evitando che la classifica diventi l’unica misura del valore di un ragazzo.

Il lavoro nascosto delle compagnie

Dietro ogni giovane atleta in campo esiste un’intera struttura.

Ci sono istruttori che preparano gli esercizi, responsabili che organizzano trasferte e iscrizioni, musici adulti che insegnano i primi rudimenti, famiglie che accompagnano i ragazzi e volontari che costruiscono costumi, sistemano strumenti e sostengono economicamente le attività.

La partecipazione alla Parata Under 18 è quindi anche una verifica della capacità organizzativa delle compagnie. Un settore giovanile numeroso e costante non nasce in poche settimane: richiede anni di lavoro, spazi per gli allenamenti, persone disponibili e un progetto educativo riconoscibile.

Il successo di Foligno, vincitrice nel 2026 del quinto titolo consecutivo di Miglior Compagnia Under 18 dopo le affermazioni del 2022, 2023, 2024 e 2025, è stato attribuito dalla stessa LIS alla continuità e alla qualità del lavoro svolto sia con gli sbandieratori sia con i musici.

Il passaggio verso la Parata maggiore

La categoria Under 18 rappresenta anche il collegamento con il Campionato nazionale degli adulti.

Gli atleti più grandi si avvicinano progressivamente ai tempi, alla complessità e alla pressione delle competizioni maggiori. Quando arriverà il momento di entrare stabilmente nelle squadre senior, avranno già imparato a preparare una gara nazionale e a confrontarsi con gli atleti delle altre compagnie.

Il regolamento LIS rafforza questo collegamento anche attraverso strumenti specifici. I vincitori delle gare di Singolo e Coppia Under 18 possono, a determinate condizioni, ottenere la possibilità di partecipare alla Parata Nazionale della Bandiera dello stesso anno, creando un ponte concreto tra il settore giovanile e il massimo Campionato della Lega.

La Parata Under 18 non prepara quindi soltanto i campioni di domani. Introduce i giovani nell’intero sistema associativo della LIS, facendo conoscere loro le regole, gli organi tecnici, il valore della rappresentanza e il significato di gareggiare per una compagnia.

Il significato della Parata Under 18 per la LIS

Per la Lega Italiana Sbandieratori, questa manifestazione rappresenta molto più di un vivaio agonistico.

È continuità, perché garantisce che le conoscenze tecniche e musicali siano trasmesse da una generazione alla successiva.

È formazione, perché abitua i ragazzi all’impegno, alla responsabilità e al lavoro collettivo.

È identità, perché permette ai giovani di rappresentare i colori della propria compagnia e, contemporaneamente, di riconoscersi nella comunità nazionale della LIS.

È incontro, perché rinnova in forma moderna quella necessità di conoscersi e condividere esperienze dalla quale nacquero la Lega e le sue prime manifestazioni.

È soprattutto futuro, non nel senso di qualcosa che deve ancora arrivare, ma di una realtà già presente nelle piazze, negli allenamenti e nei campi di gara.

Una storia ancora da costruire

La storia della Parata Under 18, infatti, non comincia soltanto con la prima classifica ufficiale del 2012. Comincia ogni volta che una compagnia decide di dedicare tempo e risorse alla formazione di un bambino; ogni volta che un istruttore insegna un movimento; ogni volta che un giovane musico impara a suonare insieme agli altri.

Dai Raduni Allievi degli anni Novanta alle moderne Parate nazionali, il messaggio non è cambiato:

una tradizione rimane viva soltanto quando viene affidata alle nuove generazioni, dando loro non il semplice compito di conservarla, ma la possibilità di viverla, trasformarla e farla crescere.